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La testata di questo blog raffigura due palazzi di via Micene, quartiere San Siro, Milano. È stata scattata nell’inverno 2011, vale a dire solo pochi giorni fa.

Se dici San Siro, tutti pensano allo Stadio. La maggior parte dei milanesi pensa pure ad un quartiere di lusso (quello tra ippodromo e stadio). Forse un po’ meno pensano subito al quadrilatero  di San Siro, uno dei più grandi quartieri popolari di Milano, quello con la più alta densità di abitanti in assoluto: disegnato negli anni Trenta da architetti razionalisti, fu costruito tra il 1935 e il 1947, con una densità più alta di quella che era nel progetto. 550 per 750 metri di lato, una diagonale centrale (viale Aretusa e viale Mar Jonio) lunga poco più di un chilometro. In mezzo ci stanno 6110 alloggi, con 11470 abitanti ufficiali, ché considerando occupanti abusivi e immigrati sans papier si arriva ben oltre. Il 22,7% sono anziani (uno su tre vive solo), il 38% sono stranieri, il 3,7% ha problemi mentali riconosciuti. Nelle due categorie forse sarebbe potuto rientrare anche Mohamed Game, solitario kamikaze “islamico” che ha tentato di colpire la vicina caserma Santa Barbara. Prima dell’avvio del Contratto di Quartiere II (che i centri sociali considerano pura e semplice pulizia etnica-sociale), interi blocchi di case Aler – soprattutto nella zona più vecchia, nelle vie Tracia, Micene, Preneste – erano indegne di un Paese civile. I negozi quasi non esistono, c’è un vero racket delle case occupate, solo in parte scoperchiato, che convive con la lotta sociale per il diritto alla casa.  Eppure è anche un quartiere con una vivacità e una socialità sorprendente: alla sera, in pieno agosto, quando Milano è semivuota, i giardinetti e la piazza centrale (rifatta come spazio vivibile solo pochi anni fa) traboccano di famiglie straniere con bambini e anziani a passeggio. Ad ogni portone, le lapidi dei partigiani (e quella di Pinelli) raccontano la memoria di un quartiere fiero e in lotta. Associazioni e comitati sono numerosissimi, anche a confronto con altre zone della città.

Io ci capito ogni tanto e lo trovo un quartiere straordinario, dove le strade sono strette, la gente si respira addosso ma sopra di sé ha il cielo di Milano, che non è vero che è sempre grigio come si dice.

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