Via Perugia e il palazzone della solitudine

La seconda puntata della serie “Cento metri di città”, ambientata nella cittadina di Gallarate. L’articolo è stato pubblicato su VareseNews il 25 marzo 2011

«Quando siamo arrivati qui negli anni Sessanta non c’era niente, solo strade sterrate e le case popolari lì in mezzo. Sempre state lì». La signora Rosa, che viene dal Veneto, indica il casermone giallino, là dietro, oltre le villette geometrili. Via Perugia e via Pompei, estremo confine di Gallarate: finiscono le case e iniziano il bosco e i campi, quel poco di verde rimasto tra la città, la periferia di Busto e la superstrada. Le case popolari sono un unico fabbricato a tre piani, malmesso: quando il Comune lo costruì, nel 1956, stava a centinaia di metri dal piccolo borghetto di Madonna in Campagna. Lontano dagli occhi della città e dagli occhi dei più. Poi, adagio adagio, si è ritrovato circondato dalle villette unifamiliari, costruite in parte dai veneti e dai friulani arrivati con le prime ondate di immigrazione: pochi si ricordano di quando questa zona si chiamava villaggio Sant’Andrea.  «Noi – dice la signora Rosa – veniamo da Vicenza. Adesso m’han detto che il Comune vuole costruire tanto qua intorno sui prati. Speriamo di no, che qui è tranquillo». La loro villetta l’hanno costruita in dieci anni. «Ma mica tutta insieme: quando avevamo un milione si aggiungeva un pezzo. Solo mi arrabbio con il geometra che ci consigliò l’amianto per il tetto, adesso ci costerà tanti di quei soldi toglierlo».

Il resto dell’articolo e la galleria fotografica sono su VareseNews…

Dopo la pubblicazione di questo pezzo, una lettrice nei commenti ha descritto così, efficacemente, lo strano quartiere intorno a via Perugia: «Io sono nata e cresciuta nel villaggio S. Andrea , quando ancora non si erano costruiti i condomini che lo circondono. Era un villaggio in cui tutti si conoscevano e non avevamo bisogno di prendere l’auto per fare la spesa, perchè avevamo tutto a chilometro zero, il macellaio, il fruttivendolo, l’alimentari, il parrucchiere. E anche le case popolari di via Perugia erano abitate da persone ben integrate nel rione, nonostante tutto fossero meno agiate di altre». Via Perugia è però tornata alla ribalta, in tempi recenti, anche per una storia di degrado e di persecuzione ai danni di una donna, venuta a galla in due momenti diversi.

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