Guerra di campanili: Varese contro Busto Arsizio, Palermo contro Milano

Mentre le pagine dei giornali ancora parlano della guerriglia interna alle armate leghiste, nel Varesotto si è aperto un fronte inaspettato dentro al centrodestra. O dentro alla monolitica Padania, non so bene. Succede che Roberto Maroni, per criticare l’acerrimo rivale Marco Reguzzoni, dica: «Come faccio ad essere geloso di uno di Busto Arsizio?». I varesini si godono i fazzoletti di verde salvati dalla speculazione edilizia di pregio, si specchiano nell’azzurro lago imbalneabile e guardano male la grigia cittadina industriale di pianura. E così scoppia la guerra con la gente di Busto, così chiusa e orgogliosa da definire gli oriundi bustocchi, contrapposti ai bustesi, che sarebbero gli allogeni immigrati, bergamaschi, siciliani o tunisini che siano. Insomma, una bella lotta di campanile, con il sindaco bustocco (PdL) che, tentando di «spegnere la polemica inutile», rivendica il fatto che Busto sia «la città più popolosa della provincia» (più del capoluogo), caso curioso e forse unico in Italia che dà più pepe alla questione.

Sarà stata l’estate del 1994, quella in cui la Lega ri-sfoderava la linea indipendentista. Sulle pagine della Repubblica c’era un divertente racconto di fantapolitica (credo di Michele Serra), in cui si immaginava che – dichiarato lo Stato federale con le tre celebri macroregioni – l’entusiasmo indipendentista portasse all’autonomia delle Regioni e poi alle rivendicazioni delle Province. E alla fine “toccò alle città: la prima dichiarare l’indipendenza fu Gallarate“. Ecco, Gallarate (che è la terza città della provincia, anche lei in lotta con le altre) stavolta non c’entra. Ma la fantapolitica sembra essere diventata realtà. C’è da ridacchiarci su, ma intanto – mentre Varese e Busto se le danno di santa ragione – in Sicilia è tornata a divampare la rivolta sanfedista, nella versone del Movimento dei Forconi, che innalzano le bandiere della Trinacria. A Nord il leghismo, al Sud un nuovo meridionalismo tutto diverso da quello Novecentesco, speculare al leghismo al punto che qualcuno al Sud ha usato le stesse categorie per definirlo: sembrano due vittimismi sordi l’uno all’altro (manco serbi e albanesi in Kosovo), dove non a caso il resto del mondo fuori d’Italia sembra non esistere e di cui quasi mai si parla. Il campanile di Milano e quello di Palermo contrapposti, come quelli di Varese e di Busto Arsizio.

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