Europa, ultima fermata Trieste

Domenica 29 gennaio su Repubblica è uscito un bell’articolo di Paolo Rumiz dedicato al museo ferroviario di Trieste Campo Marzio e alla splendida stazione d’inizio secolo che lo ospita, già Sudbahnhof ai tempi dell’Impero Austroungarico: il museo è nato dall’entusiasmo di appassionati di treni ed ex ferrovieri, ma oggi è a rischio perché il gruppo FS vuole vendere l’edificio per far cassa. Il tutto in una città che sarebbe naturalmente alle porte del resto d’Europa e che è invece sempre più solo provincia estrema di un Italia che sembra tagliarsi fuori dal mondo.

Lo segnalo perché è un bel reportage del valore anche civile della passione per ferrovie e trasporti pubblici e perché sintetizza bene come – lo dico senza nessun eccesso esterofilo, credo – ci stiamo allontanando dall’Europa civile: senza valorizzare la cultura scientifica come risorsa anche economica e turistica, abbandonando senza senso il trasporto pubblico e i servizi ferroviari (anche internazionali, come il Venezia Express), rinunciando sempre più al trasporto su rotaia delle merci a favore di quello su gomma, favorendo la speculazione immobiliare al posto degli investimenti utili alla collettività.

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