Vado verso il Capo (sul treno a manovella)

Vada in mona il mare, almeno per un pomeriggio. Addio alle folle di bagnanti, me ne vado per ulivi e muretti a secco, lungo la ferrovia Lecce-Gagliano del Capo, dove finisce l’Italia, Santa Maria di Leuca puntata verso il Medio Oriente. Vado verso il Capo, come diceva il titolo di un libro che mi rileggo ogni cinque anni.

Viaggio in treno, è ovvio, a treno e piedi, per andare alla scoperta di una ferrovia – le linee salentine delle Ferrovie del Sud Est – che è un museo vivente, tecnico e umano: qui sono ancora gli uomini a far andare i treni, ogni segnale e passaggio a livello è ancora comandato a leve, cavi d’acciaio, manovelle, ogni comunicazione è fatta a voce via telefono. Continua a leggere

Da Tirana a Elbasan, la strada tra i monti d’Albania

In Albania c’è ancora chi la chiama – senza disprezzo o contraddizione – “la strada fascista”, perché realizzata dagli italiani a fine anni Trenta. È la strada tra Tirana ed Elbasan, terza città d’Albania, trenta chilometri in linea d’aria, quasi il doppio nella realtà: oggi è una strada scalcagnata, che sale oltre i mille metri di quota per poi ridiscendere verso la valle del fiume Skumbin, dove giace Elbasan. In Albania però il furore infrastrutturale sta assaltando anche questa zona: l’anno scorso è partito ufficialmente il progetto per una nuova autostrada diretta, finanziata da capitali arabi, a doppia carreggiata. Che effetti avrà il nuovo progetto sulla vita delle zone di montagna, che oggi vivono grazie al fatto di essere ai margini della strada? Continua a leggere

Parte il Gambadelegn per Gallarate…

Una storia pubblicata sul blog vecchiamilano, raccontata dal punto di vista “milanese”.

Un tempo Milano era dotata di una fitta rete di tram interurbani (questo il termine in uso a Milano, mentre a Torino per esempio si chiamavano intercomunali), che collegavano la città alla provincia. Alcuni sono particolarmente famosi, come il celebre “Gambadelegn” che da Corso Vercelli partiva verso Magenta e Sedriano o quello per l’Adda. O ancora la Milano-Monza, la “regina” degli interurbani, che vedeva convogli anche di dieci vetture che percorrevano viale Monza e Corso Buenos Aires. Continua a leggere

Via Pacinotti e la fabbrica dei treni

La settima puntata di “Cento metri di città”, ambientata nella cittadina di Gallarate. L’articolo è stato pubblicato su VareseNews il 15 febbraio 2012

In quei capannoni venivano messi a nuovo locomotori e motrici, ma intorno intanto nasceva anche un quartiere. Dal 1905 al 1997 via Pacinotti fu sede delle Officine delle Ferrovie dello Stato di Gallarate, gli operai delle FS furono i primi abitanti del rione di Madonna in Campagna, destinato a diventare negli anni Trenta-Quaranta, da zona ancora agricola, un quartiere vero e proprio. Oggi questo punto della città sembra sospeso tra la tranquilla vita di provincia e l’abbandono delle aree industriali, uno scenario comune alle periferie della metropoli.

«Da bambina – ricorda Oriana, figlia di un operaio delle officine – andavo a portare a mio papà la “schiscetta” a mezzogiorno. Poi alle 17,30 gli andavo incontro all’uscita, abitando lì vicino. E ancora ricordo l’odore forte del ferro che aveva addosso». Tra la “fabbrica dei treni” e il quartiere di Madonna in Campagna esisteva un rapporto strettissimo, di vicinanza fisica. Continua a leggere

Grazie Woody Guthrie, grazie Lisa Simpson

Oggi i Simpson “compiono” 500 puntate. La famiglia gialla ci ha passato modi di dire, tic, sarcastiche rappresentazioni degli USA, pure canzoni. Chi, tra gli appassionati, non conosce la mitica protest song di Lisa Simpson, suonata davanti alla centrale nucleare durante lo sciopero del ’93 per la convenzione odontoiatrica? Era quella conclusa dalla fulminante sentenza “La centrale a voi, ma l’energia siamo noi”. Continua a leggere

Salviamo i ciclisti “urbani”

Il provinciale guarda il mondo, ma quando va in bici sta pure bene attento alle portiere delle auto che si spalancano e ai guidatori che saltano gli stop. Per questa ragione anche io aderisco in modo defilato alla campagna “Salviamo i ciclisti”, simile a quella lanciata dal Times e ora fatta propria anche da una serie di blog italiani. Nel frattempo, con questo post inauguro pure il filone bicicletta e ciclismo urbano, fino ad oggi colpevolmente trascurato.