As the band played “Night of the Johnstown Flood”

Non ho resistito, lo ammetto. E subito ho scritto la mia “lezione” per lo Scuolabruce, l’originale progetto dell’amico Franco “In franchezza” Piantanida: ho messo dentro un po’ di ricordi e passaggi personali, perché certo non potrei dare granché se mi mettessi nei panni del critico o dell’esegeta di Springsteen.

As the band played “Night of the Johnstown Flood” è il mio contributo: l’unico alunno dello Scuolabruce ha deciso di pubblicarlo in due parti (questa è la prima), il titolo lo capirete dunque nel secondo post.

Annunci

“Ma cosa ci trovate in Springsteen?”

La verità: i fan di gruppi musicali/cantanti/cantautori hanno spesso ben poca lucidità. Quando parlano e spesso pure quando scrivono. Se li si vede da fuori, a volte sono pure un po’ ridicoli (in dosi inversamente proporzionali all’importanza del beniamino nella storia della musica). Ci deve essere però qualcosa di strano nell’affetto e nella fedeltà del rapporto tra Bruce Springsteen e i suoi fan, se c’è chi ha pensato di farsi raccontare un fenomeno da chi ne è contagiato: succede con lo ScuolaBruce inventato da Franco Piantanida, giornalista radiofonico e curioso delle canzoni tra il New Jersey e il mondo. Chiede agli springsteeniani di raccontare a suon di canzoni, video e aneddoti. Un’idea originale. Mentre penso a cosa dire io (e se poi sia il caso di dirlo e interessi in qualche modo), v’invito a fare un giro sul blog o a seguire l’account twitter.

Via Fiume, i vicoli dove passa il mondo

La nona puntata di “Cento metri di città”, ambientata nella cittadina di Gallarate. L’articolo è stato pubblicato su VareseNews l’1 marzo 2012

La  titolare del negozio di abbigliamento a metà di via Fiume a Cedrate, in un giorno di fine estate del 2011, prepara i cartelli “liquido tutto”. «Ora ce ne andiamo noi, magari arriveranno i cinesi. Lo vedete, ci sono solo loro». Dice loro e guarda, con simpatia, la ragazza sudamericana sua cliente, sorridente. “Loro” sono gli stranieri in genere: i silenziosi asiatici e i nordafricani che gestiscono la pizzeria d’asporto, gli allegri sudamericani e i pakistani tra gli scaffali del loro minimarket, chini sui loro business. Continua a leggere