Cronache ciclostoriche: la Campionissima di Molare

Ciclista urbano e cicloturista più o meno da sempre, da sei anni mi sono appassionato alle manifestazioni ciclistiche di “ciclismo storico”, un movimento nato da inizio anni Duemila con l’Eroica (di base a Gaiole in Chianti) e cresciuto con tanti altri appuntamenti. Da un paio d’anni ne sto provando altre e ho pensato di offrire qualche “recensione”, dal mio punto di vista personale

La Campionissima” è di base a Molare, paese vicino a Ovada, basso Piemonte a due passi dalla Liguria. Quella del 2012 era la prima edizione a cui partecipavo e l’ho trovata molto simpatica nel suo essere “paesana” senza essere sciatta, ma al contrario ben curata. Previsti grandi temporali, un bel sole ha invece benedetto la giornata (salvo per l’immancabile nuvolame sopra al Turchino).  Anche le iniziative collaterali erano semplici ma davvero genuine, capaci di creare il clima giusto: una mostra di quadri a tema ciclistico di Teresio Ferrari e la gara di “Ciclotappo” in piazza (che ha conquistato i bambini del paese di origine maghrebina, incuriositi a questo gioco d’altri tempi). Nota personale: purtroppo la notte prima ho finito di lavorare a mezzanotte e mezza e ho dormito solo 5 ore, questo mi ha impedito di fare il percorso lungo, privandomi della strada nel canyon del fiume Orba. Rimane in ogni caso la più simpatica delle ciclo-storiche provate fino ad oggi.

Cosa mi è piaciuto di più:
– la partenza  e l’arrivo nella piazzetta del paese, tra un palazzo storico, la parrocchiale neoclassica, il piccolo municipio porticato con i monumenti ai Caduti e la sede dell’Anpi, la vicina strada principale con i negozi con insegne d’altri tempi
– la Vespa malandata, targata Savona, che trasportava il capoccia della manifestazione, armato di megafono (in generale: pochi veicoli a dar fastidio)
– la bella strada bianca ben curata che portava al valico al confine tra Piemonte e Liguria, tra i prati in quota (quest’anno con la tempesta che veniva incontro)
– il ristoro finale sotto il portico affacciato sulle colline: clima amicale, pasta ottima e abbondante
– il gadget azzeccato: berrettino bianco con fascia iridata, classico, con la scritta Campionissima solo sotto la visiera

Cosa mi è piaciuto un po’ meno:
– il gruppo un po’ intruppato all’inizio, nei pochi chilometri tra Molare e Ovada. Ad un certo punto ci siamo ritrovati fermi sotto al ponte della ferrovia in mattoni, a due passi dal fiume (un punto che peraltro è molto scenografico e che ho apprezzato, da appassionato di ferrovie!). Poco oltre c’era la “colazione” a Ovada, con un po’ di ressa, al Caffè Trieste storico ristoro della Milano-Sanremo. Perché non pensare ad una partenza a gruppetti, separati anche solo da 30 secondi tra l’uno e l’altro? In ogni caso, il disagio ovviamente è poca cosa, in una giornata molto bella.

La manifestazione è dedicata ad Antonio Negrini (1903-1994), gregario di Girardengo e poi di Binda, originario di Molare

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