Cronache ciclostoriche: La Mitica di Castellania, edizione zero

Terza ciclostorica del 2012 per me: è piacevole tenere “a battesimo”, insieme a centinaia di altri pedalatori storici, la prima edizione della Mitica, anzi la “edizione zero”, come dicono gli organizzatori. La Mitica è dedicata a Fausto e Serse Coppi, si tiene – ça va sans dire – a Castellania (AL) ed è stata annunciata persino con un bel video-spot su Youtube. Io quasi quasi mi aspetto un evento un po’ troppo costruito e invece scoprirò anche qui una realtà molto genuina e simpatica, anche se con un tocco di eleganza. Note personali sulla pedalata:  scelgo il percorso lungo, corsa faticosa, solitaria ma tranquilla, senza guai meccanici particolari. Unico intoppo: tra Novi Ligure e Tortona noi “del lungo” ci perdiamo per strada e allunghiamo di quasi 10 km sugli 87 previsti, ma è quasi un divertimento in più. Alla fine, contando il trasferimento mattutino Costa Vescovato-Castellania, mi son sparato un centinaio di chilometri giusti giusti.

Cosa mi è piaciuto di più:
– le tante strade bianche di pianura (Carezzana, Ca’ da Po): quando si entrava con il gruppo allungato, ci si ritrovava dentro nella nuvola di polvere. Un faticoso inferno di polvere, una specie di Paris-Roubaix estiva e padana
– l’abbondanza di auto storiche al seguito e il ristoro al Museo dei Campionissimi, omaggio alla tradizione ciclistica locale
– la strada che avvicina circospetta e poi attraversa Rosano, nucleo rurale in pianura di proprietà della famiglia Spinola, con cascina, chiesa-mausoleo, villa e parco. Quest’ultimo (nella foto a sinistra) aperto per l’occasione, con ristoro the freddo-acqua-pesche: qui sta il merito dell’organizzazione
– il passaggio dalla piazza Quarto Stato a Volpedo, dove è stato dipinto il famoso quadro di Giuseppe Pellizza (e i due quadri precedenti, Ambasciatori della fame e Fiumana): bella anche l’idea di fare qui una foto di gruppo dei sopravvissuti del percorso lungo, prima di affrontare le colline. A chi volesse partecipare alla prossima edizione, segnalo che una visita dei luoghi di Pelizza da Volpedo è una buona sosta nel viaggio per avvicinarsi a Castellania il sabato prima della Mitica
– la bellissima discesa da Ca’ del Borgo di Monleale: ombrosa e veloce, con curve ampie da pennellare. E con la Vespa dell’organizzazione sempre pronta agli incroci a indicare la strada giusta…
– la salita di Rampina: a parte i primi centocinquanta metri molto ghiaiosi, per il resto il fondo è molto compatto e rende affrontabile la strada che presenta pendenze notevoli
– l’emozione della festa finale nella corte di Casa Coppi, alla presenza di Marina Coppi, figlia di Fausto. Ma cito anche l’orchestrina che ha consentito a noi più-o-meno-milanesi di cantare a squarciagola “O mea bela madunina”

Cosa mi è piaciuto un po’ di meno
– come alla Campionissima, la partenza in gruppo unico non mi piace tantissimo: i primi chilometri sono tutti in discesa ripida e me li sarei goduti di più con un gruppo un po’ più “sfilacciato”
– il numero di gara in carta, che si deteriora subito rispetto a quelli di stoffa (sono un collezionista!)

Dettagli, in ogni caso, in una manifestazione che promuovo a pieni voti

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3 thoughts on “Cronache ciclostoriche: La Mitica di Castellania, edizione zero

  1. Che peccato non esserci stato… Una Bianchi nel cortile di casa Coppi l’avrei portata proprio volentieri, anche se a questo avranno provveduto chissà quante altre persone. Gianni.

  2. Pingback: Cronache ciclostoriche: La Mitica 2014 | ilprovincialecheguardailmondo

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