Cronache ciclostoriche: La Canavesana 2012

Avendo inaugurato il filone-ciclostoriche sul blog, ospito volentieri anche una recensione dell’amico Davide “Mancio” Mancini, che – a differenza del sottoscritto – ha pedalato anche sulle strade della Canavesana

Domenica 3 giugno ad Albiano d’Ivrea, in provincia di Torino, è di scena la 4° tappa del Giro d’Italia d’epoca: La Canavesana. Arrivo giusto in tempo per ritirare il pettorale e farmelo appuntare sulla schiena dalla moglie di un certo Signor “Balmamion”… 
Il cielo minacciosamente grigio ci accompagna per tutta la pedalata anche se per fortuna di pioggia non se ne parla neanche! Trascorro la prima parte del percorso chiacchierando con volti a me nuovi, oltre che al buon Ghiretti, per poi trovarmi da solo dopo il ristoro al castello di Masino; stavo quasi per ripartire quando mi accorgo che non gli occhiali…così setaccio tutto il piazzale del castello perdendo quasi mezz’ora e dopo aver perso ogni speranza li ritrovo. Subito dopo spunta anche l’amico Ermanno, che nel frattempo aveva forato ed era rimasto indietro, con il quale condividerò tutto il rimanente tragitto fino a tornare ad Albiano.

Cosa mi è piaciuto di più
– Gli splendidi paesaggi offerti dal Canavese, tra cui anche il bellissimo lago di Viverone, nonostante il grigiume del tempo
– Il ristoro al castello di Masino conquistato dopo la bellissima salita con 24 tornanti, sulla strada delle carrozze, aperta solo ed esclusivamente per noi ciclisti
– Anche se personalmente non adoro lo sterrato, in questa ciclo storica i tratti di strade bianche avevano un ottimo fondo ed hanno regalato grandi emozioni per i passaggi in luoghi splendidi
–  Pasta party finale veramente ottimo, ricco e di qualità
– Anche a questa pedalata, porto a casa una bottiglia di vino tipico, che regolarmente inserisco nel porta borraccia della Chiorda immortalandola con una diapositiva “anticata”
– Ricco pacco gara con prodotti tipici
– Cortesia da parte di tutte le persone del luogo incontrate, organizzatori compresi

Cosa mi è piaciuto un po’ di meno
– L’essere arrivato tardi ha fatto sì che non potessi usufruire della doccia
– Sul libretto dei timbri, anche se erano riportate sommariamente le strade percorse, non vi era riportato nessun numero di telefono degli organizzatori in caso di bisogno.
E’ vero che in caso di reale bisogno il numero unico da chiamare è il 118, ma un recapito dell’organizzazione dovrebbe essere sempre inserito sul cartellino
– In due punti non ho trovato le indicazioni necessarie per proseguire sul percorso, in particolare: all’avvicinamento del castello di Roppolo, anche se ho ritrovato subito la retta via, e all’ingresso di Bollegno dove non ho più trovato indicazioni e ho proseguito per Albiano seguendo i cartelli stradali

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