Vent’anni fa l’incendio della Biblioteca di Sarajevo

[Reduce da un viaggio di alcuni giorni a Sarajevo, dopo anni a leggere di ex Jugoslavia, racconto la storia dei vent’anni dal bombardamento incendiario sulla biblioteca di Sarajevo, divenuta un simbolo, della città e della guerra. A parte quelle storiche, le altre foto sono mie, agosto 2012]

Nella notte del 25 agosto 1992 i cannoni dei nazionalisti serbi distrussero l’edificio che custodiva la storia di 600 anni di convivenza. Oggi la sua rinascita avanza tra le difficoltà: è un simbolo dello spirito della città

E in una notte di vent’anni fa a Sarajevo bruciarono un milione e mezzo di libri, seicento anni di percorsi di convivenza. «S’alzano i roghi al cielo, s’alzano i roghi in cupe vampe» cantavano i CSI parlando della Vijecnica, la biblioteca di Sarajevo bombardata e incendiata dagli obici e dai mortai dei cetnici, i nazionalisti serbi che volevano distruggere la città e i suoi abitanti. Era la notte tra il 25 e il 26 agosto 1992. Oggi, a distanza di vent’anni, l’edificio è quasi interamente ricostruito, dopo anni e anni di restauro reso difficile dalla mancanza di risorse. Continua a leggere

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La storia sconosciuta degli italiani d’Albania

Mio articolo pubblicato su Osservatorio Balcani Caucaso, luglio 2012

«Posso presentarmi? Sono Bertoli di Trieste». Sentire parole italiane in una strada d’Albania non è avvenimento poi raro, così come non è rarissimo incontrare un italiano. Ma l’accento chiaramente albanese e l’aggiunta successiva mi incuriosiscono subito: «Sono un albanese di Trieste», mi dice questo signore che fino a pochi minuti prima chiaccherava in tosch con un amico davanti alla chiesa cattolico-bizantina di Shen Pjetri, curata dalle Suore Basiliane (foto sotto). E così in un attimo resto conquistato dall’incontro fortuito, dal suo racconto, da un piccolo capitolo di storia tra le due sponde dell’Adriatico: quando l’Italia e la sua classe politica – certamente corrotta, ma ancora non del tutto conquistata dalla xenofobia populista – andò in soccorso degli albanesi di origine italiana, sparsi qua e là sulle montagne e nelle valli tra il Montenegro e l’Epiro.

Questa è una delle loro storie Continua a leggere