Lavoro/1 – quello ipotetico

Ho incrociato in questi giorni due articoli del Corriere della Sera.

Il primo riguarda: promesse di posti di lavoro ipotetici.
Si racconta la storia di un imprenditore «pronto ad andare a Est» rinunciando a 800 posti di lavoro in Italia (ipotetici). Per cosa? Colpa dei comitati locali (e del Pd) che hanno qualche dubbio su un gigantesco impianto destinato a macellare il 15% della produzione suina italiana. Secondo il Corrierone, è una storia di “burocrazia” (almeno, così sembrerebbe guardando i tag dell’articolo), più che non di corretta gestione dell’ambiente di fronte ad un progetto gigantesco, una roba che macellerebbe un massimo di 40mila maiali a settimana, avendo a che fare con tonnellate di liquami. Secondo i comitati, tutt’altro che chiaro in prospettiva: è da dimostrare che un unico super-macello produrrebbe più lavoro di quelli già esistenti. Piccola nota: curiosamente il numero di posti di lavoro previsti è cresciuto nel tempo, dai 600 del 2010 agli 800 di oggi.

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