Cronache ciclostoriche: La Campionissima 2013

IMG_6513Un gran bel gruppo di ciclisti all’edizione 2013 della Campionissima a Molare, vicino ad Ovada. L’ottimo giudizio meritato nel 2012 viene confermato da una edizione decisamente ben riuscita, con 197 partenti: una giornata divertente, baciata da un gran sole, con tanti compagni di viaggio anche sul percorso più lungo (che poi lungo non è, ma vabbè). La formula è collaudata, anche se qualche pecca da risolvere c’è, in particolare per i ristori. Ma se volete esordire nel mondo delle ciclostoriche, vi consiglio proprio di passar da qua.

Cosa mi è piaciuto
la_campionissima_ovada– il passaggio su strada in ghiaia sotto il ponte della ferrovia Alessandria-Ovada, quest’anno fatto (pur in gruppo) senza gli intoppi visti nel 2012, quando gli organizzatori avevano dovuto far marciare il gruppo a passo d’uomo all’ingresso del tratto, per motivi burocratici di sicurezza
– il ponte medievale con poche centinaia di metri tra strada inerbita e acciottolato: passaggio un po’ strong per le bici, ma breve e originale
la_campionissima_2013_canyon_orba– il superbo “canyon dell’Orba”, un paesaggio davvero anomalo che è caratteristico della Campionissima. Mi auguro che anche il passaggio sterrato possa essere mantenuto tale, con un po’ di manutenzione per chiuder buche e lisciare il manto
– il corposo pranzo finale, sotto il portico ombroso affacciato sulle colline intorno, aspettando poi le premiazioni. Qualche ritardo per “ristorare” gli ultimi arrivati, ma mi pare che tutti abbiano goduto del ristoro finale
IMG_6503– la grande presenza di giovani, che saltava all’occhio rispetto ad altre tappe. Alcuni in gruppo (vedi gli ormai ben conosciuti ragazzi della “squadra Gios” o quelli “della Officine Grandi 61” di Modena), altri al seguito dei genitori: la passione per il ciclismo passa di generazione in generazione

Cosa non mi è piaciuto
– la scarsa dotazione dei ristori: dopo la ricca tavolata della “colazione” a Ovada, i ristori successivi hanno lasciato a desiderare, specie quello a Badia di Tiglieto (al culmine delle salite dal Piemonte alla Liguria) dove molti partecipanti hanno avuto solo acqua e un bicchierino di caffè. Su questo aspetto, c’è da lavorare
IMG_6499– la perdita della strada sterrata del Termo: era una superba strada bianca, ben curata e scorrevole, purtroppo sacrificata con una asfaltatura che (nel corso del 2012) ha suscitato anche qualche dibattito locale sull’effettiva utilità. Ovviamente, non è questo un demerito per gli organizzatori. Tornerò a breve con un nuovo post sul tema

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