Un Comune deve stare su Twitter? Un (piccolo) esperimento social media

A metà novembre un utente twitter molto attivo nella mia zona ha chiesto – rivolgendosi anche ad assessori e consiglieri comunali di maggioranza – se non fosse il caso che il Comune di Gallarate si dotasse anche di un account Twitter, come fatto già da altri enti anche più piccoli della provincia di Varese.

Dal mio punto di vista, avrei dato una risposta negativa alla domanda: Twitter richiede- forse più di Facebook – una capacità di interazione rapida e adeguata, a meno di non pensare solo ad una comunicazione monodirezionale (ma per quello ci sono giornali e siti ufficiali). Gli enti locali sono pronti a questa sfida? Io credo di no, se non sono Comuni che abbiano risorse sufficenti per disporre di una persona che si dedichi ai social network come relazione continua. La struttura comunale – intesi come dirigenti e dipendenti – è normalmente troppo rigida per rispondere con i tempi che sono dei social. L’affidamento ad un esponente della giunta offre la possibilità di rispondere in modo meno burocratico, ma si scontra con la difficoltà di garantire continuità alla relazione (a meno di non rendere condiviso tra più persone l’uso dell’account). Ero – e sono – molto dubbioso sul “facile e utile”.

Ho condotto un piccolo esperimento con tre account ufficiali di enti comunali della zona: quello di Cardano al Campo, quello di Cassano Magnago, quello di Sesto Calende. Sono Comuni relativamente simili per dimensioni (cittadine di 10-25mila abitanti), mentre ignoro quale sia il modello di gestione dell’account Twitter. Potrei anche aggiungere che sono tre Comuni diversi anche come “colore politico” (rispettivamente centrosinistra, PdL, centrodestra con Lega e PdL). L’esperimento prevedeva solo una domanda abbastanza generica, ma che poteva essere del cittadino comune, posta in una condizione particolare:

A distanza di settimane, non si è materializzata alcuna risposta. Nella mia idea, però, c’è tempo: arriverà (forse) il giorno in cui il superamento delle rigidità burocratiche permetteranno anche agli uffici comunali d’interagire. Ad oggi, Twitter sarebbe solo un ulteriore strumento predisposto e poi usato male. Per adesso, è già una sfida Facebook, se usato non come solo strumento di propaganda, ma come luogo d’interazione tra istituzione e cittadini.

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