Cronache ciclostoriche: la RetroRonde2015

IMG_9617È la terza volta per me, ma anche quest’anno si è rivelata esperienza unica: la RetroRonde, il giro delle Fiandre in bici d’epoca, si conferma un gran bell’appuntamento, anche nel 2015. C’è la storia del ciclismo, c’è quella grande passione che si respira nell’aria, c’è Freddy Maertens per strada, ci sono le birre e le frites (anzi: frietjes), ora c’è anche un gruppo di amici con cui pedalare, far fatica, bere, sfidarsi. E pazienza se quest’anno – ben più degli anni scorsi – c’è un sole che ben poco ha di belga, un cielo azzurro che i più benedicono ma che io guardo un po’ storto, perchè vorrei un Fiandre come quello vero, che non è Fiandre se non ci sono vento e freddo. La domenica è stata la giornata regina di una mini-vacanza ciclistica in cui ci siamo ritrovati anche a pedalare sui pavè francesi, quelli di pianura: di questo, però, vi parlerò in altro post. Perchè qui i pavè sono quelli dei muur, quelli che s’impennano tra un prato e l’altro, tra la Schelda e le Vlaamse Ardennen.

Cosa mi è piaciuto di più
IMG_9634– l’internazionalità della giornata: belgi, olandesi, italiani, inglesi, polacchi, tedeschi e altro, ognuno con la sua bandierina sul dorsale. E anche quest’anno il nostro gruppetto italiano si è ritrovato a pedalare a fianco ad amici inglesi e belgi con cui si è condivisa anche la festa domenica sera.
– in generale, il percorso che pur molto simile all’edizione 2014 non mancava di qualche novità
IMG_9593retro-ronde-2015-photo– i due tratti di strada sterrata nella prima metà, Kulaarsweg e Bundebos. Ampi e dal fondo ben curato, una bella novità nell’edizione 2015: meno tipici dei luoghi rispetto al pavè, ma graditi da me.
– il ristoro alla taverna sotto l’Oude Kwaremont: se agli organizzatori non possono che andare solo lodi per la qualità dei ristori e dei punti scelti (ville di campagna e fattorie), una menzione particolare merita la sosta nella buia tavernetta, con i bicchieri colmi di birra schiomosa. Altro che doping, qui il rischio è il bicchiere di troppo (e non ditelo al genovese, che ignorava l’Oude Kwaremont in agguato dietro una mezza curva)
IMG_9559– ovviamente i pavè e i muri, con l’Oude Kwaremont a far la parte del leone e la Rampe a stimolare un po’ l’agonismo. Obbiettivo: arrivare in cima senza metter piede a terra, schivando chi già si era fermato. Quasi come un piccolo Koppenberg
– il passaggio finale sulle rive del lago (o palude?) alle porte di Oudenaarde, pur dovendo fare anche un po’ di slalom anche molte persone a piedi richiamate dalla giornata di sole
IMG_9592– la grande presenza di volontari sul percorso, oltre che di indicazioni puntuali e ridondanti. Impossibile perdersi. Altro particolare: i veicoli al seguito esclusivamente d’epoca, tra Citroen DS, Simca e immancabili spetazzanti ciclomotori Flandria

Leggi anche: la cronaca della RetroRonde 2013
Leggi anche: la cronaca della RetroRonde 2014

Cosa mi è piaciuto di meno
– un paio di sezioni di sterrato-quasi-sentiero nella seconda metà: non certo pericolose, ma neppure imperdibili
– il traffico veicolare che, un po’ a detta di tutti, era più presente delle scorse edizioni, sulle pur secondarie strade locali. Sarà stata forse anche la giornata di sole, di certo non si può dare la colpa agli organizzatori

Leggi anche: tutte le cronache ciclostoriche

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