Cronache ciclostoriche: la Canavesana 2015

Dopo aver saltato un’edizione, sono tornato alla Canavesana per l’edizione 2015: come ogni anno, il primo weekend di giugno regala un gran caldo, ma anche quest’anno la giornata tra le colline e le strade sterrate del Canavese attrae molti pedalatori. Per me e per altri, una buona occasione anche per preparare l’ormai imminente trasferta nelle Fiandre (qui la cronaca della RetroRonde, tenutasi la domenica dopo). La Canavesana si conferma un buon appuntamento, con alcuni punti di forza – in primis: il percorso lungo e impegnativo – e con alcune criticità.

Cosa mi è piaciuto di più
IMG_2748– il percorso piuttosto lungo, una scelta che ahimè non molte manifestazioni fanno: 100 km con diverse salite, seppur nè lunghissime nè durissime per pendenza. Rispetto al 2013 è scomparso il tratto nei boschi che era molto impegnativo, ma si è ridotta anche la “traversata” in pianura per rientrare ad Albiano, a favore di un percorso più collinare, tra salite, discese e il tratto sul lago Siro

IMG_2725– la salita al castello di Masino attraverso la strada delle carrozze: per quanto inerbita, questa strada è piuttosto scorrevole e i numerosi tornanti (numerati con pietre miliari a ogni svolta) rendono particolare l’ascesa. La rampa finale su pavè in ciottoli, appena prima del ristoro, è una bella “parata” di fronte agli sguardi incuriositi dei turisti della domenica mattina

canavesana-2015-3– la presenza, anche qui, di pattuglie di stranieri: l’Eroica attirerà sempre le grandi masse (anche nelle sue versioni format da esportazione, dalla Britannia alla Spagna) ma fa piacere notare che molte delle ciclostoriche “storiche” vengono apprezzate anche da sparuti gruppi di pedalatori stranieri, a partire dai francesi

– la scelta di inserire un rifornimento idrico nel piazzale di una “casetta dell’acqua” (già visto all’Epica di Piacenza): si rinuncia sì alla sosta in un punto magari belllo, ma la disponibilità abbondante di acqua fresca si è rivelata ottima scelta, in una giornata ben sopra i 30 gradi

canavesana-2015-percorso-foto– la simpatica sosta al passaggio a livello di Borgofranco d’Ivrea (passiamo sotto le sbarre o no?)

– il pacco gara con prodotti locali, pochi fronzoli e molta sostanza

Leggi anche: tutte le cronache ciclostoriche

Cosa mi è piaciuto di meno
– i ristori piuttosto sguarniti: ho trovato sempre cibo perchè ero in posizione avanzata, ma chi era appena più indietro già doveva limitarsi al minimo indispensabile. All’ultimo ristoro i volenterosi volontari della Pro Loco correvano avanti e indietro da una fontanella per garantire la presenza dell’acqua, stupendosi del numero di persone che ancora arrivavano. Bisogna lavorarci

canavesana-2015-2– alcune strade sterrate che mettevano a rischio bici e pedalatori. Insidioso in particolare un tratto (peraltro con gran paesaggio) in cui la terra battuta lasciava il posto, in discesa, a ghiaia abbondante, con il rischio di perdere il controllo. Sono da sempre un sostenitore della ricerca di strade bianche e sterrate, ma la selezione dovrebbe essere più rigorosa. Per quanto rispetto al 2013 gli organizzatori siano già intervenuti “tagliando” la parte più impegnativa di strade in pianura

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...