Cronache ciclostoriche: La Mitica 2015

la-mitica-ciclostorica-2015-castellaniaLa Mitica 2015, essenzialmente: bella giornata, io sfortunato e resistente, organizzazione inappuntabile.

È il quarto anno che vengo a Castellania per una ciclostorica che, fin dalla prima edizione, ha mostrato grandi potenzialità. Come percorso l’edizione 2015 ricalca la formula dello scorso anno: una prima metà più rilassata, toccando il Museo dei Campionissimi a Novi Ligure e poi Tortona, a cui segue la sequenze di salite di Berzano, Sarezzano e Rampina-Passo Coppi. Qualche ritocco in extremis ha imposto di cancellare alcuni tratti di strade bianche, ma le sezioni rimaste (prima di Tortona e la Rampina) hanno fatto assaporare comunque un po’ di terra battuta e ghiaia.
Quanto a me, ho dovuto fronteggiare – intorno al km 50, all’inizio della prima vera salita – la rottura del pedale destro: ho pedalato per 40 km sul solo perno, rendendo un po’ più eroica la giornata e guadagnandomi un gradito riconoscimento.

Cosa mi è piaciuto di più
– il contesto come in tutte le edizioni ben curato, senza essere troppo “costruito”, ma genuino (è un equilibrio non scontato, ora che il ciclismo d’epoca vede persino brand da esportazione)

la-mitica-percorso-rampina– il percorso ben rodato ed equilibrato, comunque valido anche dal punto di vista sportivo, con la bella salita finale, strada bianca di grande valore ambientale e paesaggistico. Anche se mi piacerebbe veder riproporre il percorso 2013, a mio parere il migliore per vari motivi

– l’occasionale pubblico, da Tortona ai piccoli paesi con i bambini affacciati dai cortili

IMG_9644– le dimensioni ideali dell’evento: La Mitica ha avuto quest’anno 250 partecipanti, un numero che mi sembra ideale. Un gruppo numeroso e bello da vedere, ma anche adatto al contesto quasi domestico del piccolo paese di Castellania.

– il ristoro con birra artigianale fresca: introdotto lo scorso anno, non posso non citarlo anche qui!

– l’aggiunta, nel pacco gara, di un libro sulla storia del ciclismo

Cosa mi è piaciuto di meno
– difficile trovare un vero neo. Mi è spiaciuto solo vedere qualche pedalatore in tenuta completamente moderna e bici in carbonio: ci vuole tanto a trovare almeno bici o abbigliamento adatto?

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3 thoughts on “Cronache ciclostoriche: La Mitica 2015

  1. Ciao! Ho partecipato alla Mitica, percorso corto.. Esperienza bellissima! È stata la mia prima corsa in assoluto ed era la terza volta che andavo su una bici da corsa. Mi sento chiamata in causa dal tuo commento..
    Ho cercato di attenermi al regolamento: bici in acciaio fine anni 70 con le caratteristiche richieste recuperata nella cantina di una amica e appena un po messa a posto.
    Ma ero vestita in modo moderno perché nel regolamento non si richiedeva diversamente né si scriveva che fosse ” gradito” abbigliamento vintage. Non era quindi mia intenzione rovinare l’ atmosfera della corsa.. Voi eravate tutti bellissimi ed e’ stato splendido pedalare in mezzo a voi. Cerchero’ di organizzarmi per il futuro.
    Calorosi saluti Margherita

    • Ciao Margherita, grazie del commento e benvenuta nel mondo dei “ciclostorici”.

      Nel post parlavo proprio di chi si è presentato senza cercare neppure UN elemento storico, nè la bici nè l’abbigliamento; apprezzo invece chi – anche senza essere perfetto – fa comunque lo sforzo di cercare anche solo una maglia di lana. Anzi, ho sempre sostenuto uno spirito “laico”, rispetto a certi talebani intransigenti che se la prendono se anche solo un particolare è fuori posto.

      Dunque: non preoccuparti e non sentirti fuori posto, anzi continua a partecipare. E se saltano fuori una maglia di lana o un berrettino vintage, tanto meglio!
      Rm

  2. Grazie Margherita per aver interpretato a tuo modo LaMITICA. Non hai assolutamente rovinato lo spirito della manifestazione utilizzando abbigliamento moderno. L’importante, ovviamente è partire dalla bicicletta e tu, al tuo debutto, certamente hai fatto del tuo meglio e come dice Roberto, magari, chissà, per la prossima ciclostorica saltano fuori anche una maglia di lana ed un berrettino vintage. Sul fatto che a LaMITICA ci fossero anche un paio di partecipanti con bici in carbonio ed abbigliamento moderno rassicuro Roberto che non erano iscritti ma facevano parte, in qualità di accompagnatori, di un gruppo familiare, loro sì iscritti con bici ed abbigliamento d’epoca.Tutti per omaggiare un loro membro, Pietro Moratto, già gregario di Fausto Coppi e naturalmente presente in sella alla sua bici (ma non iscritto).
    Arrivederci al 2016!

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