Ultima Corsa 3 – Il trenino delle valli varesine

Terza puntata di Ultima Corsa, su Radio Popolare, ottobre 2015

In zona lo chiamano “il trenino che ride”, perché sul muso dei treni hanno messo un sorriso, per renderlo più simpatico ai frontalieri che oggi giorno dalle valli del Varesotto vanno in Svizzera. La Lugano-Ponte Tresa è una ferrovia fondamentale per i pendolari italiani che lavorano in Canton Ticino: poco turismo, molto uso quotidiano.

La nostra ultima corsa ci porta però appena più in là, in territorio lombardo: passato il ponte sul fiume Tresa che fa da confine e divide i due paesi dallo stesso nome, quello italiano e quello svizzero, s’incontra sul lago (di Lugano)  la vecchia stazioncina del trenino che collegava il borgo di confine con Varese. I locali lo chiamavano “il tram”, perché le carrozze erano piccole piccole, ma anche note – fin da inizio secolo – perché alimentate a corrente elettrica anziché a carbone come i treni FS e delle Nord: un vezzo, per questa linea che serviva al turismo, anzi, alla villeggiatura dei facoltosi milanesi. Continua a leggere

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Ultima corsa 2 – I treni “partigiani” dell’Ossola

Seconda puntata di Ultima Corsa, su Radio Popolare, ottobre 2015

A loro modo, sono stati anche combattenti partigiani, nel più avanzato esperimento di libertà dentro l’Europa occupata: sono i treni dell’Ossola, che una parte importante ebbero nella Repubblica Partigiana nata nell’estate del 1944 tra le montagne e la piccola capitale. Oggi “Domodossola, a un’ora e mezzo di treno da Milano,  è ancora un po’ cittadina di confine, ma certo  meno di quanto lo fosse allora.

Nei 33 giorni di libertà dell’Ossola, i treni mantennero vivo il collegamento con la vicina Svizzera, unica finestra sul mondo, anche economica, per la piccola Repubblica circondata dall’occupazione nazista. E nei giorni della riconquista fascista, i treni portarono in salvo in Svizzera migliaia di sfollati che fuggivano dalle rappresaglie: e allora da Domodossola un viaggio della memoria lungo i binari ci porta su verso il Sempione fino alla piccola stazione di Varzo Continua a leggere

“I solchi del destino” di Paco Roca

solchi_del-destino-paco-roca-tenueDopo aver letto “L’inverno del disegnatore”, acquistato casualmente in una stazione ferroviaria, ho scelto – sempre da profano scopritore del mondo del fumetto d’autore – di proseguire subito alla scoperta di Paco Roca, dedicandomi al suo più recente graphic novel.  “I solchi del destino” (2013) è la storia dei combattenti antifascisti spagnoli prima sconfitti da Franco e internati dalla Republique Française e successivamente dal governo filonazista di Vichy, poi tornati in armi con l’esercito della Francia Libera nel battaglione “La nueve”, infine esuli privati dagli equilibri postbellici della possibilità di abbattere il regime franchista.

Lo dico subito: “I solchi del destino” è per me un capolavoro Continua a leggere

Ultima Corsa 1 – Il treno dell’acciaio sul Sebino

Prima puntata di Ultima Corsa, su Radio Popolare, ottobre 2015

È stata, per un secolo, la ferrovia della ghisa, dell’acciaio. Un treno-operaio, che al lago ci andava non per piacere, ma per lavorare per l’industria pesante: la ferrovia del Basso Sebino è un tortuoso binario che si stacca dalla linea Milano-Venezia a Palazzolo Sull’Oglio e in pochi chilometri tra i boschi arriva fino a Paratico-Sarnico, stazione esattamente al confine tra Bergamo e Brescia, con i binari che si affacciavano sul lago d’Iseo Continua a leggere

Ultima Corsa – la presentazione

La presentazione della rubrica dentro a Localmente Mosso, su Radio Popolare Milano, al mercoledì mattina

A volte sono diventate nuovi percorsi per biciclette, in altri casi sono toccate da rari treni a vapore, altrove sono ormai quasi solo una traccia da seguire con la memoria. Sono le ferrovie perdute, un patrimonio storico e del paesaggio: anche in Lombardia si contano centinaia di km di percorsi dove un tempo correvano i treni e che in seguito sono stati abbandonati con la motorizzazione e la civiltà dell’automobile. Seguire le ferrovie perdute porta alla scoperta spesso di zone di grande fascino in Lombardia, a partire dalle valli da cui il treno fu sfrattato negli anni Cinquanta e Sessanta Continua a leggere