Ultima Corsa 1 – Il treno dell’acciaio sul Sebino

Prima puntata di Ultima Corsa, su Radio Popolare, ottobre 2015

È stata, per un secolo, la ferrovia della ghisa, dell’acciaio. Un treno-operaio, che al lago ci andava non per piacere, ma per lavorare per l’industria pesante: la ferrovia del Basso Sebino è un tortuoso binario che si stacca dalla linea Milano-Venezia a Palazzolo Sull’Oglio e in pochi chilometri tra i boschi arriva fino a Paratico-Sarnico, stazione esattamente al confine tra Bergamo e Brescia, con i binari che si affacciavano sul lago d’Iseo.

E la parola affacciavano, in questo caso, non è una esagerazione: perché poco oltre l’edificio della stazione stava lo scalo ferroviario a lago che serviva a scambiare le merci dalle rotaie alle chiatte. Fino agli anni Novanta ci arrivavano – prima ogni giorno, poi sempre meno – i carri merci diretti a Lovere: gli esperti manovratori,  spingendo con la locomotiva Diesel, spostavano i vagoni fin sulle chiatte lacustri. Una a una, a formare un altro convoglio, questa volta galleggiante, che il rimorchiatore Adamello dall’altra parte del lago, alla acciaierie di Lovere.

In senso opposto, viaggiava il prodotto finito, uscito da quelle strane fornaci in riva al lago. Piazzate lì nell’Ottocento da un padrone venuto dalla Valcamonica e poi cresciute sotto il marchio Ilva e Italsider, acciaio di Stato tra le acque e i monti.

Il treno che portava ferro e rottami è scomparso nel 98, quando le acciaierie sono passate definitivamente a spedire le pesanti merci sui camion, nonostante il traffico sulle strade costiere e con il beneplacito delle FS, desiderose di disfarsi in fretta di binari e scali, da valorizzare, cioè da vendere ai costruttori. Invece non è andata proprio così: sui binari della breve linea viaggia ora il “Treno blu” voluto dall’associazione Ferrovie Turistiche Italiane, trenini Diesel e qualche volta a vapore, a volte persino in partenza dalle tettoie in ghisa di Milano Centrale. Oggi si arriva a pochi passi dal lago, perché i binari sono stati tagliati e arretrati pochi anni fa: il vecchio scalo per le merci e le chiatte è stato trasformato in pretenzioso lungolago di Paratico. Tra aiuole e parcheggi rimane solo un vecchio pontile. ultimo testimone dell’industria pesante e della fatica dei manovratori.

Le foto di questo post vengono da photorail.com e dal sito FTI

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