“I solchi del destino” di Paco Roca

solchi_del-destino-paco-roca-tenueDopo aver letto “L’inverno del disegnatore”, acquistato casualmente in una stazione ferroviaria, ho scelto – sempre da profano scopritore del mondo del fumetto d’autore – di proseguire subito alla scoperta di Paco Roca, dedicandomi al suo più recente graphic novel.  “I solchi del destino” (2013) è la storia dei combattenti antifascisti spagnoli prima sconfitti da Franco e internati dalla Republique Française e successivamente dal governo filonazista di Vichy, poi tornati in armi con l’esercito della Francia Libera nel battaglione “La nueve”, infine esuli privati dagli equilibri postbellici della possibilità di abbattere il regime franchista.

Lo dico subito: “I solchi del destino” è per me un capolavoro. È nato da anni di ricerca storiografica, di interviste agli ultimi sopravvissuti, la-nueve-paris-solchi-del-destinodi studio grafico per restituire correttamente e nei dettagli alcuni snodi storici, anche grazie a consulenti in materia militare. Lo si può notare, ad esempio, nelle pagine che rappresentano l’ingresso della Nueve a Parigi (primo reparto alleato nella capitale francese): soluzioni narrative originali – ad esempio la doppia pagina che restituisce l’avanzata notturna nelle silenziose strade parigine, fino all’Hotel de Ville – convivono con la grande aderenza alla realtà storica – si confronti l’immagine qui accanto con la foto originale dei blindati sotto l’Arc de Triomphe. Equilibrata e tutto sommato convincente anche la ricostruzione delle scene di battaglia, certo difficili da rendere nella loro concitazione, a differenza delle efficaci tavole che raccontano i tempi d’attesa della vita militare.

La narrazione dei fatti storici, però, è tutt’altro che asettica: l’attenta ricostruzione convive con un racconto militante (quella – appunto – degli antifascisti spagnoli traditi nella loro speranza di abbattere il franchismo) e con una narrazione tutta personale, quella del protagonista. Il percorso di ricerca di Paco Roca e il faticoso confronto con gli anziani reduci della Nueve e con i loro fantasmi di sconfitta viene tracciato in bianco e nero delle tavole dei giorni nostri: una scelta cromatica che si contrappone alle colorate tavole del racconto dei fatti bellici e che sembra richiamare anche le differenti speranze e prospettive dei due periodi, la militante giovinezza in armi e la vecchiaia dei rimpianti e dei ricordi.

È proprio la duplice dimensione del racconto storico e della parabola personale di ricerca dell’autore che rendono a mio parere così convincente questo graphic novel.

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