Ultima Corsa 3 – Il trenino delle valli varesine

Terza puntata di Ultima Corsa, su Radio Popolare, ottobre 2015

In zona lo chiamano “il trenino che ride”, perché sul muso dei treni hanno messo un sorriso, per renderlo più simpatico ai frontalieri che oggi giorno dalle valli del Varesotto vanno in Svizzera. La Lugano-Ponte Tresa è una ferrovia fondamentale per i pendolari italiani che lavorano in Canton Ticino: poco turismo, molto uso quotidiano.

La nostra ultima corsa ci porta però appena più in là, in territorio lombardo: passato il ponte sul fiume Tresa che fa da confine e divide i due paesi dallo stesso nome, quello italiano e quello svizzero, s’incontra sul lago (di Lugano)  la vecchia stazioncina del trenino che collegava il borgo di confine con Varese. I locali lo chiamavano “il tram”, perché le carrozze erano piccole piccole, ma anche note – fin da inizio secolo – perché alimentate a corrente elettrica anziché a carbone come i treni FS e delle Nord: un vezzo, per questa linea che serviva al turismo, anzi, alla villeggiatura dei facoltosi milanesi.

Oggi quel sistema non esiste più, soppresso a inizio anni Cinquanta. Al posto delle rotaie c’è un sistema di piste ciclabili che man mano sta crescendo: da Ponte Tresa il percorso sale su per i monti, passando di tanto in tanto su piccoli viadotti in pietra, che s’inseriscono ancora oggi con discrezione nel paesaggio. Si sale in una decina di km fino a Ghirla in Valganna,  microscopico paesino che stupisce con una intatta stazione in stile vagamente liberty d’inizio secolo, con pensiline in ferro: qui i trenini da Ponte Tresa e quelli da Luino si riunivano, per poi scendere verso Varese, passando l’ombrosa Valganna con i suoi due laghetti e toccando poi Induno Olona, dove i binari accarezzavano un celebre birrificio, altro esempio di liberty d’inizio secolo. Del ramo verso Luino è rimasto – trasformato in ciclabile il breve tratto fino a Cunardo, posto di sci di fondo (ancora oggi) e un tempo di fornaci e ceramiche, con tanto di binari industriali allacciati a quelli del trenino.

Oggi a Varese da Milano si arriva in treno in un’ora, se si prende l’auto nello stesso tempo si sale direttamente in Valganna: la strada è stata allargata sacrificando appunto i binari (nella foto: bambini del paesino di Grantola davanti ad uno degli ultimi treni). L’intero sistema dei treni a scartamento ridotto intorno a Varese chiuse tra 1951 e 1954: i tram lasciarono il posto “a comodi autopullman”, come si diceva allora sulle pagine dei giornali locali. Una decisione che si è dimostrata miope, ma che oggi – risarcimento minimo – regala qualche ciclabile, per chi vuole fare turismo a mobilità dolce.

Le foto dei treni in servizio sono tratte dal sito valganna.info di Paolo Ricciardi, autentica miniera di immagini, informazioni, aneddoti sul “tram”. La foto della ciclabile e della galleria viene dal sito mytrails.it, che offre un interessante itinerario sulle cilabili in zona (due giorni, cinque laghi). La foto della stazione di Ghirla è pubblicata su Panoramio, dall’utente Aspen31. Una collezione di foto restaurate e di qualità, provenienti da diverse collezioni, si trova sul sito photorail.com di Stefano Paolini.

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