Ultima Corsa 4 – Di là dal Po, dove la Lombardia sa di campi e di aria emiliana

Quarta puntata di Ultima Corsa, su Radio Popolare, ottobre 2015

Affacciandosi al finestrino, l’aria dell’Emilia si respira già, oltre il grande fiume. La ferrovia Suzzara-Ferrara è l’ultimo lembo ferroviario di Lombardia, estremo Sud e Est: una linea di binario unico, senza fili della corrente, che attraversa campi e sfiora cascine e borghi dell’Oltrepo Mantovano, un pezzo di Lombardia quasi sconosciuto. Magnacavallo, Pegognana, San Benedetto Po, Quistello, nomi pasciuti e quasi esotici da provincia profonda, lontanissimi dai grattacieli di Milano ma – si direbbe – anche dalla distesa infinita di villette della fascia pedemontana

casellanti La linea è stata aperta nel 1888, tra le più antiche ferrovie secondarie della regione: doveva servire un’area agricola fertile e a sviluppo capitalistico, ma doveva fare anche da “scorciatoia” alternativa per arrivare fino ai porti adriatici evitando la via Emilia, sull’asse Parma-Suzzara-Ferrara, gestito da due piccole società private, mai assorbite dalle FS. Cent’anni e più dopo la nascita, le due piccole compagnie si sono ritrovate dentro ad una nuova società regionale: nell’oltrepo Mantovano  l’aria dell’ Emilia è tanto vicina che anche i treni portano oggi le insegne delle Ferrovie Emilia Romagna.

Fuori di San Benedetto Po, con la grandiosa abbazia di Polirone, gli altri paesi sfilano quasi anonimi in un paesaggio minuto. Chiese piccole e stalle grandi come cattedrali, vere fabbriche di questa zona. Zona di braccianti, che dopo la Prima e la Seconda guerra mondiale ha visto lotte dei braccianti e furibonde reazioni. E ancora le lotte dei braccianti agricoli di oggi, gli stranieri costretti a lavorare per pochi euro, sotto il sole. Passa il treno in mezzo a una campagna ancora riconoscibile, nella distinzione e contrapposizione con le città, che qui ancora si coglie, a differenza che nel nord di Lombardia.
Sermide, sull’estrema punta di Lombardia, ancora conserva traccia delle antiche comunità ebraiche insediate grazie alla tolleranza degli Estensi.  Suzzara è un piccolo centro di pianura, qui si cambia per andare a Mantova. E Mantova e Ferrara sono i due capolinea per chi vuole viaggiare su questo treno: due città di palazzi e grandi chiese, ancora alte e nobili sulle loro campagne, di stalle e braccianti.

La prima e la terza foto sono state scattate nel 1999 e rimandano al sito di Franco Pepe littorina.net, la seconda (foto storica) è tratta invece dal libro sulla Suzzara-Ferrara e disponibile anche online (qui), ricco di testimonianze e aneddoti storici sui ferrovieri e sulle vicessitudini, anche belliche, della linea.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...