Ultima Corsa 7 – Nelle valli bergamasche, tra treni, tram e biciclette

Settima puntata di Ultima Corsa, su Radio Popolare, novembre 2015

Chi ha occhi attenti, arrivando a Bergamo in treno, si stupirà di vedere – proprio accanto a quella delle FS – altre due stazioni, per quanto più piccole:  sono i due edifici capolinea delle ferrovie bergamasche, due linee scomparse tra 1966 e ’67.

Ferrovia-Valle-BrembanaFin dalle stazioni capolinea, si capisce che le Ferrovie Bergamasche erano, in realtà, due linee molto diverse: quella in Val Seriana era industriale e operaia, pochi fronzoli, potenti locomotive a vapore e qualche treno Diesel, tanti binari che si avventuravano dentro a fabbriche tessili e meccaniche. L’altra, la linea del Val Brembana, era invece  – per quanto provinciale – rivolta a un altro tipo di viaggiatori: serviva anche le terme di San Pellegrino e il grand hotel Liberty (nella foto) e anche le stazioni erano più eleganti, i treni avevano locomotive elettriche fin dal 1906, persino con un tecnologia più avanzata di quella che le FS avrebbero adottato qualche anno dopo.

Le ferrovie bergamasche non ci sono più, soppresse negli anni Sessanta punto più alto della fiducia degli italiani nell’automobile. Ai poveri trenini bergamaschi andò malissimo: dopo la soppressione, furono demoliti con il metodo più drastico e barbaro, dando fuoco a vetture e motrici per disfarsi delle parti in legno e recuperare la ferraglia. A distanza di quarant’anni, però, intorno a Bergamo le rotaie sono ritornate: nel 2009 è stata inaugurata la prima – e per ora unica – linea delle Tranvie Bergamasche, tram moderno che in 12 km e mezzo collega la città con i paesini della val Seriana, fino ad Albino. Molte fermate, per toccare il centro dei paesini (là dove sono le stazioni “storiche”, nella foto quella di Alzano) )ma anche le nuove zone residenziali spuntate nell’arco dei decenni in una delle valli più urbanizzate di Lombardia.

Dopo Albino, però, il paesaggio cambia e si fa più naturale. Chi vuole, alla domenica, può portarsi sul tram la bici e proseguire sulla ciclabile che risale fino a Clusone, il borgo già montano in alta Val Seriana. In Val Brembana, invece, di tram non ce ne sono, nonostante un progetto di massima: al posto del treno, oggi c’è la ciclabile, che parte da San Pellegrino e risale fino a piazza Brembana. Si passa anche nelle gallerie scavate nella roccia viva, là dove fischiavano le locomotive elettriche: oggi, che ci passano le bici, sono accuratamente illuminate (nella foto). Uno scenario insolito da scoprire, che ricorda però anche quel che si è perso: un sistema di trasporto pubblico che raggiungeva persino la montagna.

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