Cronache ciclostoriche – L’Ambrosiana 2018

Gran sole e trenta gradi mi accolgono, nella periferia milanese verso la “bassa”, per la mia prima partecipazione all’Ambrosiana. Una ciclostorica interessante per il suo essere “urbana” ma anche per il suo svolgersi in quella zona – secondo me con un suo grande fascino – dove la città di Milano e la campagna si toccano: per questo avevo voglia di provarla e non sono rimasto deluso dalle scelte sul percorso. Una certa rigidità nella gestione del gruppo, insieme forse al gran caldo, hanno invece reso un po’ troppo lunga la giornata: cinque ore e passa per 67 chilometri. Oltre 170 i partenti

Cosa mi è piaciuto
– la partenza dalla Chiesa Rossa: un luogo simbolico per il ciclismo (chilometro zero della celebre Milano-Sanremo) e anche un bel punto verde nel mezzo della estrema periferia della città, ben attrezzato e con tracce storiche evidenti
– il tratto verso il centro della città e la curiosità del pubblico: anche se ci si è spinti solo fino alla cerchia dei navigli e a piazza V Giornate, il passaggio verso le zone centrali ha attratto la curiosità dei turisti e dei passanti. Scenario uguale e tutto diverso nelle periferie: dal Corvetto a San Donato, nella canicola della tarda mattinata è stato divertente portare qualcosa di insolito (e ricevere applausi) a capannelli fuori dai bar sport, famigliole sudamericane, ragazzi ciondolanti
– il passaggio dalle abbazie, con tanto di visita al mulino di Chiaravalle con la cooperativa Koinè, e la breve sosta a Santa Maria ad fontes a Locate
– il tratto sulla via Emilia: pensavo fosse brutto, invece fatto in gruppone è stato divertente
– la presenza internazionale, con un paio di signori spagnoli e il gruppetto di giapponesi in camicie bianche e bici da passeggio

Cosa mi è piaciuto di meno
– le soste di ricompattamento un po’ troppo frequenti, spesso al sole e anche in zone di strade secondarie dove si sarebbe potuto “allungare” un po’ il gruppo senza creare disagi (a differenza che in uscita da Milano o sulla via Emilia). Come del resto si è lasciato fare nel tratto lungo il Naviglio
– i tempi complessivi: 67 km pianeggianti hanno richiesto quasi cinque ore e mezza. La cosa che più mi è spiaciuta è stato sentir dire, a persone che partecipavano per la prima volta a una ciclostorica, frasi come «questo genere di cose non fanno per noi»

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