Cronache ciclostoriche – La Belvedere 2018

La Belvedere a Mendrisio è stata la mia terza ciclostorica estera (dopo RetroRonde e Savoreuse in Belgio), anche se… a 30 km da casa. Ero andato incuriosito e attratto soprattutto dalla lunga ascesa del percorso “Brevetto”, mentre ero un po’ perplesso dal percorso in fondovalle, avendo in mente un paesaggio molto urbanizzato. Invece – salvo che nel passaggio a Chiasso – ho trovato un percorso molto nel verde. Ciclostorica ben curata, con dislivelli significativi e – nei ristori – l’anomalo e curioso carattere rustico-ticinese

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Cosa mi è piaciuto di più
– la bella salita di Valle Muggio: è probabilmente l’unica ciclostorica che arriva fin quasi a mille metri di quota, tra fitti boschi e viste panoramiche. La lunga salita – con tratti davvero durissimi – è comunque interrotta da due tratti intermedia, uno in leggera discesa e uno vallonato
– la rampa in irregolare pavé che conduceva al primo ristoro (nella foto in apertura del post: iil tratto iniziale)
– i tratti sterrati: non mi aspettavo una presenza così significativa, invece sono stati molto divertenti, molto curati salvo isolati passaggi. Piacevole il tratto di via Sottopenz a Chiasso,  il tratto boscoso di Stabio (con lo sbocco nella piana alla chiesa di Santa Margherita, a due passi dal confine), quello finale verso la millenaria chiesa di San Martino a Mendrisio
– la qualità dei ristori, con prodotti locali, fino a quello di pranzo con polenta con formaggi, spesso in bei punti panoramici. E pensare che me ne sono perso uno!

Cosa mi è piaciuto di meno
– il primo ristoro pane e miele, che pur buono risultava un poco scarso per chi doveva affrontare la lunga salita fino a quasi mille metri di quota. Ma è stata un po’ mia scarsa lungimiranza… non calcolare i 16 km di salita!

 

 

Il video

 

 

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