San Siro si racconta

“Spero che non lo spostino, lo stadio, perché secondo me aiuta anche a tenere insieme un po’ questi due quartieri diversi. Noi di qua e loro di là di via Rospigliosi ”. I due quartieri sono le due metà di San Siro: San Siro ricchi e San Siro poveri, dico io per far prima.

La signora che ne parla è una delle abitanti che hanno accompagnato la visita in occasione della Giornata Internazionale dell’Antropologia a Milano. Una bella mattina con gran sole e le vie silenziose e poco trafficate del quadrilatero popolare San Siro, che avrà anche mille problemi ma oggi sembra un po’ un paese. Scassato, ma paese. Rispetto a dieci anni fa sembra migliorato, ma forse è solo nei luoghi fisici, meno nelle vite delle persone, ma è giusto un’impressione superficiale.

Il bello dell’itinerario proposto è stato anche il ricorso al teatro di comunità, grazie all’associazione Praxis, come linguaggio per esplorare la realtà: i residenti del quartiere che ne recitavano la storia, dalla nascita quando “era tutta campagna”, alla guerra, alle immigrazioni. Una storia affiancata poi anche dalle voci (registrate) dei bambini a raccontare l’oggi e le sue contraddizioni

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