Cronache ciclostoriche: la Belvedere 2020

Una giornata con cielo piacevolmente coperto, dopo giorni d’afa, ha accompagnato la Belvedere 2020, la ciclostorica ticinese. A dispetto di previsioni meteo catastrofiste (quelle italiane) e pessimiste (quelle svizzere) alla fine solo per una decina di minuti ci ha accompagnato la pioggia, con il cielo che rovesciava rare gocce grosse come pentolini d’acqua tiepida.
Fin qui la dettagliata cronaca metereologica. Per il resto c’è da registrare l’entusiasmo – almeno da parte mia – per il ritorno in sella dopo mesi di stop dovuto all’emergenza Coronavirus.

Cosa mi è piaciuto di più 
– il percorso rinnovato: buona parte degli ingredienti sono gli stessi delle edizioni 2018 e 2019, ma diversa è la ricetta con cui vengono cucinati. Il piatto messo in tavola si rivela così gustoso
– il passaggio a Riva San Vitale: non ho potuto non infilarmi per un minuto per vedere il celebre battistero tardo-antico (V secolo), mai visto dal vero
– la ascesa verso Meride, la salita nella valle subito sopra e il fresco falsopiano boscoso verso Serpiano, bellissimo balcone affacciato sul Ceresio
– la salita di Colle del ulivi: nell’edizione 2018 la si impegnava a inizio percorso, quest’anno invece Mandricardo Capulli e gli altri della Belvedere l’hanno piazzato quasi a ridosso del traguardo. Il lungo pavé (meglio: acciottolato) tra le vigne prima sale a tornanti, poi si fa falsopiano in discesa divertente, infine ti tortura con un traverso in salita lunghissimo. Affrontato a fine percorso si rivela quasi inedito, così diverso da come l’avevamo affrontata nel 2018
– i piacevoli ristori: quasi troppi in termini di numero, ma per non arrivare fuori tempo massimo basta valutare bene dove fermarsi di più a godere di piatti e bevande, con molti prodotti locali. Da notare che tutti i ristori sono ospitati in luoghi caratteristici, osterie, grotti e cascine
– la scelta di concentrare la partenza delle bici d’epoca in un unico orario: il colpo d’occhio nei primi chilometri era molto bello e anche gli abitanti hanno notato la particolarità del gruppo

Cosa mi è piaciuto di meno
– mi aspettavo una partecipazione maggiore, specie dall’Italia, dopo mesi di stop. Vorrà dire che più persone potranno venire qui l’anno prossimo a scoprire la Belvedere!

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