I sogni di Joel

Articoli su statistiche, studi universitari, campagne di sensibilizzazione: tutto per raccontare i “nuovi italiani”. Poi – facendo i conti sui numeri del 2011 – scopri che il racconto dei giovani immigrati che più ha attratto i lettori sta dentro ad un tragico fatto di cronaca, uno dei tanti dell’anno. Che parla di un ragazzino che veniva da una famiglia di lavoratori, giocava a calcio, voleva solo fare il cameriere e faceva un bel po’ di fatica per avere una vita normale nel suo Paese d’adozione. Spero che i tanti che hanno letto ci abbiano riflettuto un po’ sul ragazzino “straniero”. Raccontare banali storie di provincia è un po’ anche questo, sperare che abbia un senso.

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Via Perugia e il palazzone della solitudine

La seconda puntata della serie “Cento metri di città”, ambientata nella cittadina di Gallarate. L’articolo è stato pubblicato su VareseNews il 25 marzo 2011

«Quando siamo arrivati qui negli anni Sessanta non c’era niente, solo strade sterrate e le case popolari lì in mezzo. Sempre state lì». La signora Rosa, che viene dal Veneto, indica il casermone giallino, là dietro, oltre le villette geometrili. Via Perugia e via Pompei, estremo confine di Gallarate: finiscono le case e iniziano il bosco e i campi, quel poco di verde rimasto tra la città, la periferia di Busto e la superstrada. Le case popolari sono un unico fabbricato a tre piani, malmesso: quando il Comune lo costruì, nel 1956, stava a centinaia di metri dal piccolo borghetto di Madonna in Campagna. Lontano dagli occhi della città e dagli occhi dei più. Continua a leggere

Cento metri di città, il progetto

“Cento metri di città” è un tentativo di raccontare Gallarate, la cittadina di provincia in cui vivo, in modo un po’ originale, facendo parlare i luoghi nel loro trasformarsi, nel cambiare aspetto, abitanti, funzioni. Definire il perimetro di questa narrazione non è facilissimo: è nata in modo quasi casuale e si è andata adattando nel tempo, man mano che il racconto fluiva partendo da nuovi spunti. In origine ho fatto “parlare” solo i luoghi: così è accaduto nella prima puntata, cercando un filo conduttore in una breve via (davvero solo centro metri di città) che si stava trasformando. L’ispirazione all’inizio mi è venuta dal fenomenale blog ilgirodellanera, ma poi ho declinato il tutto in una versione che più provinciale non si può: quasi rassicurante, nella mistura di un passato familiare e un presente in cui i grandi mutamenti della società italiana si riflettono attutiti e i fatti di cronaca sono quasi sempre minimi, rispetto a quanto avviene nelle grandi città.  Continua a leggere