Taranto, Elbasan, l’ambientalismo

Per mesi si è parlato dell’Ilva di Taranto e spesso si è detto e scritto – per risolvere polemicamente il conflitto tra lavoro e salute – che mentre qui in Occidente ci si cura dell’ambiente, «in Cina se ne fregano». E che quindi si deve accettare qualunque cosa, perché non c’è alternativa. Allo stesso modo, si dice dei costi del lavoro, spesso senza andare molto lontano: basta citare la Romania o la Serbia. In realtà qualcosa si muove anche nei Paesi orientali, sul fronte del diritto alla salute e del conflitto sull’inquinamento: Osservatorio Balcani Caucaso ha raccontato nelle ultime settimane le storie di due città molto inquinate, la bosniaca Zenica e l’albanese Elbasan, due luoghi dove sono stato proprio in tempi recenti (foto sopra, Elbasan, mia visita del 2007). Sia a Zenica che a Elbasan le mobilitazioni per il diritto alla salute sono ancora agli inizi, ma è significativo che quanto meno se ne parli. Interessante – dal punto di vista giornalistico – che una televisione albanese abbia ripreso con un servizio l’inchiesta di Marjola Rukaj su Elbasan, «la città più inquinata d’Albania».

I link:
Elbasan l’inquinata
Morire d’inquinamento a Zenica

OBC, Elbasan e la Tv albanese
Aggiornamento: OBC ha aperto una pagina a tema con tutti gli articoli su Elbasan, Zenica e Pancevo.

La storia sconosciuta degli italiani d’Albania

Mio articolo pubblicato su Osservatorio Balcani Caucaso, luglio 2012

«Posso presentarmi? Sono Bertoli di Trieste». Sentire parole italiane in una strada d’Albania non è avvenimento poi raro, così come non è rarissimo incontrare un italiano. Ma l’accento chiaramente albanese e l’aggiunta successiva mi incuriosiscono subito: «Sono un albanese di Trieste», mi dice questo signore che fino a pochi minuti prima chiaccherava in tosch con un amico davanti alla chiesa cattolico-bizantina di Shen Pjetri, curata dalle Suore Basiliane (foto sotto). E così in un attimo resto conquistato dall’incontro fortuito, dal suo racconto, da un piccolo capitolo di storia tra le due sponde dell’Adriatico: quando l’Italia e la sua classe politica – certamente corrotta, ma ancora non del tutto conquistata dalla xenofobia populista – andò in soccorso degli albanesi di origine italiana, sparsi qua e là sulle montagne e nelle valli tra il Montenegro e l’Epiro.

Questa è una delle loro storie Continua a leggere

Tra Tirana ed Elbasan, avanza l’autostrada tra i monti

Cave e cantieri punteggiano le valli tra le due città, i camion si muovono senza sosta. E anche il mondo della montagna cambia a gran velocità, in un Paese che pare ancora incerto su quale strada prendere. A partire dal rapporto con il suo passato

L’autostrada a quattro corsie, il Carrefour, una fitta lottizzazione di villette. Un paesaggio così lo immagini nella periferia d’una grande città francese o italiana. E invece è l’Albania all’inizio del 2012: la periferia nuova di Tirana – almeno, a guardare questo brano di città – ha perso completamente l’aspetto orientale che aveva solo pochi anni fa: è in costruzione la nuova superstrada Tirane-Elbasan, una grande opera che si connette con la tangenziale della capitale. Continua a leggere

Da Tirana a Elbasan, la strada tra i monti d’Albania

In Albania c’è ancora chi la chiama – senza disprezzo o contraddizione – “la strada fascista”, perché realizzata dagli italiani a fine anni Trenta. È la strada tra Tirana ed Elbasan, terza città d’Albania, trenta chilometri in linea d’aria, quasi il doppio nella realtà: oggi è una strada scalcagnata, che sale oltre i mille metri di quota per poi ridiscendere verso la valle del fiume Skumbin, dove giace Elbasan. In Albania però il furore infrastrutturale sta assaltando anche questa zona: l’anno scorso è partito ufficialmente il progetto per una nuova autostrada diretta, finanziata da capitali arabi, a doppia carreggiata. Che effetti avrà il nuovo progetto sulla vita delle zone di montagna, che oggi vivono grazie al fatto di essere ai margini della strada? Continua a leggere