Quando richiedenti asilo (per la libertà) eravamo noi

(post scritto di getto, proposto come riferimento polemico)

«Ma se nel tuo Paese non c’è democrazia, te ne vai via? Quando c’era la dittatura, gli italiani mica se ne ne sono andati all’estero, rimanevano qui». È uno degli slogan usati contro i profughi richiedenti asilo.

Antifascisti_italianiNon è vero, o quantomeno è una semplificazione: durante il Ventennio, a migliaia espatriarono, soprattutto in Francia. Tra i militanti, lo fecero per poter riorganizzare i partiti (come ad esempio i fratelli Rosselli) ma soprattutto per costrizione, perchè apertamente minacciati nell’incolumità fisica o perchè privati del sostegno economico Continua a leggere

Addio ai treni che hanno fatto l’Italia (e la tengono insieme)

«Erano i treni che permettevano a mio padre, i primi anni che era qui, di andare a trovare i suoi genitori giù, anche se aveva solo due giorni di ferie. E costavano poco». Una mia amica lo riassume così, efficacemente, appena accenno alla questione: la notte del 10 dicembre è stata l’ultima che ha visto sfrecciare (il termine è ironico, ma anche no) i treni notturni che uniscono il Nord al Sud della Penisola. Scompaiono il “Treno del Sole”, il “Trinacria”, la “Freccia della Laguna”, il “Conca d’oro” (nel 2010 era già stata soppressa la “Freccia del Sud”). Nomi romantici ed evocativi per i tanti emigrati che rimpiangevano la loro terra lontana, scaraventati – prima uomini soli all’arrembaggio, poi famiglie intere – nelle brume di “Gorgonzola oppure Vimercate” (come cantava Rino Gaetano). Continua a leggere