Ultima Corsa 6 – Milano e il fantasma del Gambadelegn

Sesta puntata di Ultima Corsa, su Radio Popolare, novembre 2015

gambadelegnIl gambadelegn era il vecchio tram a vapore che collegava la città Milano con Magenta, uno dei tanti tram a carbone che seguivano le statali intorno a Milano. Verso l’Adda e la Brianza, verso Abbiategrasso e Pavia, verso Gallarate e Legnano Continua a leggere

Il Vigorelli con le scale mobili

velodromo_vigorelli_progettoDavvero triste la decisione finale del Comune di Milano sullo storico velodromo Vigorelli, una “cattedrale” della storia del ciclismo italiano. «Del vecchio, storico, inimitabile anello rimarrà una curva a “perpetua memoria”, o meglio, fino a quando un futuro assessore e un presidente della Federciclismo decideranno che la memoria non servirà nemmeno più», scrive Cycle! nel suo (breve) commento che anticipa il (lungo) entusiasta comunicato stampa del Comune. Continua a leggere

I Gaslight Anthem a Milano, Alcatraz

Alcune cose da dire dei Gaslight Anthem a Milano, concerto all’Alcatraz:
1- in formazione da cinque funzionano bene, indubbiamente
2- il pubblico ama molto indossare le t-shirt di Bruce Springsteen (c’era anche uno con la maglietta Stone Pony) Continua a leggere

Milano-Limbiate, riapre la linea tram

Nel mezzo di notizie spesso negative sul trasporto pubblico, una positiva: lunedì 22 ottobre 2012 riapre la linea tram da Milano Comasina a Limbiate. Era stata “sospesa” (quasi una soppressione) nella primavera scorsa, ma le pressioni dei residenti e degli amministratori dei Comuni interessati è riuscita a smuovere tanto la politica regionale e Atm, quanto i solerti burocrati romani. La mobilitazione dal basso ha rappresentato un segnale positivo, in un Paese dove spesso i mezzi su rotaia sono visti come un impiccio alla circolazione stradale Continua a leggere

27 luglio a Milano, gli eroi sconosciuti

Oggi è il ventesimo dell’attentato al Padiglione d’Arte Contemporanea di via Palestro a Milano: quando l’attacco della mafia colpì il cuore economico d’Italia, puntando ad uccidere innocenti. Un attentato finito un po’ in ombra, rispetto alla ferita al patrimonio culturale (e alle vite) di Firenze e alle stragi in Sicilia. E invece a Milano la bomba non uccise grandi magistrati antimafia (e i polziiotti di scorta), nè i turisti in uno dei luoghi più preziosi d’Italia. Uccise cinque persone che erano – quasi tutte – lì per lavoro: i tre vigili del fuoco Carlo La Catena, Sergio Pasotto, Stefano Picerno, il vigile urbano Alessandro Ferrari e l’immigrato marocchino Driss Moussafir, che dormiva su una panchina nel parco e si era avvicinato. Strappati alla vita mentre facevano il loro dovere, mentre vegliavano su una notte come tante altre passate in servizio.

È forse retorico e banale dire che il 27 luglio 1992 sia stato “il nostro 11 settembre”. Forse anche non corretto, perché l’impatto di Capaci  e via D’Amelio sull’opinione pubblica fu devastante (avevo 11 anni), il peso politico incommensurabile. Però i pompieri e il “ghisa” di Milano meriterebbero di più, meriterebbero almeno che via Palestro diventasse nota come le bombe Capaci, via D’Amelio, gli Uffizi. E se i pompieri di mezzo mondo oggi celebrano i colleghi morti nelle Twin Towers l’11 settembre, forse il 27 luglio – l’anniversario dei loro tre colleghi di via Palestro -potrebbe essere il giorno per ricordare i pompieri italiani, che vegliano ogni giorno e che poco si ricordano.
(se vi capita, passate dalla targa di via Palestro. Nel giardino pubblico di fronte c’è anche una piccola targa per Stefano Picerno, molto antiretorica. Nel quartiere Baggio c’è la targa del suo collega Sergio Pasotto, a Napoli quella di Carlo La Catena)

“Anche il futuro chiede il tram!”. Un piccolo esempio da Limbiate

Il tram Milano Comasina-Limbiate era (è) l’ultimo tram extraurbano lombardo, l’ultimo gambadelegn. Dopo la sospensione del servizio a maggio (preludio ad una lunga e incerta ricostruzione), una straordinaria mobilitazione dei cittadini del Nord Milano ha ottenuto che Atm s’impegnasse a rinnovare subito i binari e a consentire il mantenimento in servizio del tram esistente. Una mobilitazione che è una vera novità, in Italia: in passato – e purtroppo anche oggi – capitava più spesso di vedere gli italiani mobilitarsi per togliersi dai piedi le rotaie (soprattutto quando devono convivere con le auto) piuttosto che per difenderle. Una bella sintesi dello spirito nuovo visto a Milano emerge anche da questa immagine che girava su Facebook:

La straordinaria promessa tra Springsteen e il pubblico di Milano

Quasi quattro ore incredibili, di musica e di dialogo con i fan, fatto di cori e sguardi e gesti, più che di parole: Bruce Springsteen e la E-Street Band allo stadio di San Siro sfoderano una forza fisica e spirituale magnetica, per uno show che già nella mattina di venerdì anche i media internazionali dipingono come unico. Non fosse altro per la lunghezza: dalle 20.35 a ben oltre la mezzanotte, per quasi quattro ore. 33 canzoni, praticamente un record ineguagliato. L’attacco con due pezzi dell’ultimo disco conquista il pubblico, ma poi è Badlands il vero richiamo della tribù del Boss, con la promessa urlata al cielo al tramonto sopra Milano. Continua a leggere