Aspettando il gran balzo in avanti (nei giorni degli Occupy)

“Waiting for the great leap forward”, di Billy Bragg, è uno dei pezzi che ascolto spesso, col suo mischiare personale e politico, ironia disillusa e speranza resistente. La fenomenale rima tra la first lady “Jacqueline” e la materiale “gasoline”. Mi piace anche il fatto che sia una canzone che evolva nel tempo, insieme all’autore: bella la versione originale dei tempi della Guerra Fredda e dei Blocchi, ancor più quella degli anni Duemila, ai tempi della guerra infinita, delle bombe intelligenti e dei danni collaterali Continua a leggere

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“Ma cosa ci trovate in Springsteen?”

La verità: i fan di gruppi musicali/cantanti/cantautori hanno spesso ben poca lucidità. Quando parlano e spesso pure quando scrivono. Se li si vede da fuori, a volte sono pure un po’ ridicoli (in dosi inversamente proporzionali all’importanza del beniamino nella storia della musica). Ci deve essere però qualcosa di strano nell’affetto e nella fedeltà del rapporto tra Bruce Springsteen e i suoi fan, se c’è chi ha pensato di farsi raccontare un fenomeno da chi ne è contagiato: succede con lo ScuolaBruce inventato da Franco Piantanida, giornalista radiofonico e curioso delle canzoni tra il New Jersey e il mondo. Chiede agli springsteeniani di raccontare a suon di canzoni, video e aneddoti. Un’idea originale. Mentre penso a cosa dire io (e se poi sia il caso di dirlo e interessi in qualche modo), v’invito a fare un giro sul blog o a seguire l’account twitter.

Grazie Woody Guthrie, grazie Lisa Simpson

Oggi i Simpson “compiono” 500 puntate. La famiglia gialla ci ha passato modi di dire, tic, sarcastiche rappresentazioni degli USA, pure canzoni. Chi, tra gli appassionati, non conosce la mitica protest song di Lisa Simpson, suonata davanti alla centrale nucleare durante lo sciopero del ’93 per la convenzione odontoiatrica? Era quella conclusa dalla fulminante sentenza “La centrale a voi, ma l’energia siamo noi”. Continua a leggere