Budapest, il qui e l’altrove

Sette giorni nella pianura pannonica e a Budapest: quello che cerco è più in là, ma nel 2009 volevo solo immaginarlo

Il Venezia Express, il treno espresso in viaggio verso est (e verso sud, verso i Balcani), ha dieci carrozze e quasi altrettante destinazioni. Va a Budapest, ma intanto lascia lungo la strada una serie di carrozze dirette: Belgrado, Cluj Napoca, Bucarest, una volta alla settimana due wagon-lits per Kiev e Mosca, pare pure molto frequentate a dispetto delle sessantun ore di viaggio complessive. Ma io mi fermo nella capitale ungherese. Budapest, Vienna, Praga. Il centro dell’Europa dovrebbe essere questo, il triangolo tra le tre capitali della Mitteleuropa. Com’è che non ho mai visto Praga, che ho vaghi ricordi di Vienna e invece ritorno a Budapest per la seconda volta? E perché non vado più a est? Che ci faccio qui? Continua a leggere

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A Trieste non c’è solo la bora

Sull’atlante Touring – uno dei miei libri preferiti (gasp!) – Trieste è segnata con il riquadro con la campitura verde. Che nel linguaggio misterioso del Touring Club (per i nostalgici: Consociazione Turistica Italiana) significa: città di grandissimo interesse. Come Milano, Torino, Firenze, Roma o Palermo. Eppure tutti quando parli di Trieste ti dicono subito: “attento alla bora!”. E poi: “vai al castello di Miramare”. Che è come dire ad uno che va a Milano: “Attento al nebbione. E vai a vedere il castello sforzesco!”. Continua a leggere