Le memorie operaie e la fabbrica della creatività

La quinta puntata della serie “Cento metri di città”, ambientata nella cittadina di Gallarate. L’articolo è stato pubblicato su VareseNews il 6 aprile 2011

Se volete capire come cambia il lavoro a Gallarate, venite in Viale Leonardo Da Vinci: nell’ultimo tratto della via, alle porte di Arnate, villaggio operaio Bellora Gallaratesi attraversa l’ex Bellora, ieri una fabbrica, oggi un mosaico di imprese diverse attive in mille campi. Ieri il cotone, oggi le agenzie di comunicazione e l’idea di farne una “piazza” di creatività e di eventi.
Non era una fabbrica, la Bellora, era un universo intero: stabilimento, case per gli impiegati e palazzine per gli operai, mensa e teatro sociale, dopolavoro e campi da bocce erano tutti raccolti tra viale Leonardo Da Vinci e la via privata che porta il nome dei benefattori. Continua a leggere

Ultima Corsa 6 – Milano e il fantasma del Gambadelegn

Sesta puntata di Ultima Corsa, su Radio Popolare, novembre 2015

gambadelegnIl gambadelegn era il vecchio tram a vapore che collegava la città Milano con Magenta, uno dei tanti tram a carbone che seguivano le statali intorno a Milano. Verso l’Adda e la Brianza, verso Abbiategrasso e Pavia, verso Gallarate e Legnano Continua a leggere

Ultima Corsa 4 – Di là dal Po, dove la Lombardia sa di campi e di aria emiliana

Quarta puntata di Ultima Corsa, su Radio Popolare, ottobre 2015

Affacciandosi al finestrino, l’aria dell’Emilia si respira già, oltre il grande fiume. La ferrovia Suzzara-Ferrara è l’ultimo lembo ferroviario di Lombardia, estremo Sud e Est: una linea di binario unico, senza fili della corrente, che attraversa campi e sfiora cascine e borghi dell’Oltrepo Mantovano, un pezzo di Lombardia quasi sconosciuto. Magnacavallo, Pegognana, San Benedetto Po, Quistello, nomi pasciuti e quasi esotici da provincia profonda Continua a leggere

“I solchi del destino” di Paco Roca

solchi_del-destino-paco-roca-tenueDopo aver letto “L’inverno del disegnatore”, acquistato casualmente in una stazione ferroviaria, ho scelto – sempre da profano scopritore del mondo del fumetto d’autore – di proseguire subito alla scoperta di Paco Roca, dedicandomi al suo più recente graphic novel.  “I solchi del destino” (2013) è la storia dei combattenti antifascisti spagnoli prima sconfitti da Franco e internati dalla Republique Française e successivamente dal governo filonazista di Vichy, poi tornati in armi con l’esercito della Francia Libera nel battaglione “La nueve”, infine esuli privati dagli equilibri postbellici della possibilità di abbattere il regime franchista.

Lo dico subito: “I solchi del destino” è per me un capolavoro Continua a leggere

Una storia di Prima Guerra Mondiale, nella notte di Caporetto

Un breve post sulla Prima Guerra Mondiale, nella notte del 24 ottobre: non so perchè, ma volevo condividerla

“La mancata resistenza di riparti della II Armata vilmente ritiratisi…” 97 anni fa, questa notte, iniziava la disfatta di Caporetto. La bugia dei reparti in fuga e vili è rimasta nella vulgata, ha coperto le mancanze dei generali dei Comandi che per tre anni avevano mandato a morire i soldati senza pietà, al pari dei loro pari grado francesi, inglesi, austriaci (poco di meno i tedeschi). Eppure sugli altipiani e sull’Isonzo migliaia di soldati tennero le loro posizioni. Pochi furono i generali rimasti in prima linea fino all’ultimo, così diversi dai generali dei comandi lontani: dopo strenua resistenza all’Albero Bello – località sul Krad Vrh che prendeva il nome da un unico nero albero salvatosi dall’artiglieria – il generale Giovanni Villani della 19° divisione scrisse un biglietto al suo primo sottoposto («Lascio a Lei di proseguire il terribile compito. Io non ne posso più»), entrò in una piccola baracca ospedaliera e si sparò alla testa. Fu sepolto alla bell’e meglio, sotto il tiro delle artiglierie tedesche. Prima di spararsi, scrisse anche un dispaccio al Comando Supremo: «I comandanti e le truppe hanno fatto fino all’ultimo il loro dovere». Due giorni dopo, un generale del Comando Supremo scrisse che la Divisione di Villani, la 19°, aveva opposto «qualche resistenza», quella dei soldati pavidi e traditori era la linea di generali come Cadorna e Badoglio, destinato quest’ultimo a futura carriera e più gloriosi stipendi. Le spoglie del generale Villani furono ritrovate solo nel 1934, da un contadino al lavoro.

Il Belgio costruisce il suo museo ferroviario, con una visione

train world eric platteauUn museo che racconterà storia e tecnica, ma che sarà anche “visionario”. Che non nasce in un freddo capannone fuori città, ma a contatto con una stazione storica, con i binari in uso ancora oggi, con il corpo vivo della capitale belga. Parlo di Train World, il museo che – ho scoperto solo da pochi giorni – aprirà nel 2015 a Bruxelles, museo ferroviario nazionale del Belgio. Continua a leggere

Vent’anni fa l’incendio della Biblioteca di Sarajevo

[Reduce da un viaggio di alcuni giorni a Sarajevo, dopo anni a leggere di ex Jugoslavia, racconto la storia dei vent’anni dal bombardamento incendiario sulla biblioteca di Sarajevo, divenuta un simbolo, della città e della guerra. A parte quelle storiche, le altre foto sono mie, agosto 2012]

Nella notte del 25 agosto 1992 i cannoni dei nazionalisti serbi distrussero l’edificio che custodiva la storia di 600 anni di convivenza. Oggi la sua rinascita avanza tra le difficoltà: è un simbolo dello spirito della città

E in una notte di vent’anni fa a Sarajevo bruciarono un milione e mezzo di libri, seicento anni di percorsi di convivenza. «S’alzano i roghi al cielo, s’alzano i roghi in cupe vampe» cantavano i CSI parlando della Vijecnica, la biblioteca di Sarajevo bombardata e incendiata dagli obici e dai mortai dei cetnici, i nazionalisti serbi che volevano distruggere la città e i suoi abitanti. Era la notte tra il 25 e il 26 agosto 1992. Oggi, a distanza di vent’anni, l’edificio è quasi interamente ricostruito, dopo anni e anni di restauro reso difficile dalla mancanza di risorse. Continua a leggere