Ultima corsa 5 – da Brescia a Edolo, un binario per tutti

Quinta puntata di Ultima Corsa, su Radio Popolare, ottobre 2015

Alla stazione di Brescia, tra i treni che più o meno veloci fanno la spola tra Milano e Venezia, ci sono anche tre binari tronchi che i bresciani conoscono bene: è il piccolo capolinea della ferrovia per Iseo e la Valcamonica, la Brescia-Edolo, aperta tra 1885 e 1909. Una linea a binario unico e trazione Diesel, che si svolge tortuosa e con molte stazioni. 105km tra i lago e i monti, sempre rimasti fuori dall’orbita delle Ferrovie dello Stato: le carrozze portavano un tempo l’elegante monogramma SNFT. Che stava per Società Nazionale Ferrovie e Tranvie, ma che i viaggiatori armati di pazienza e ironia avevano rivisitato (leggenda o realtà) come sigla di Senza Nessuna Fretta Trasportiamo (la foto qui accanto e quella più in basso sono tratte dal sito di Giorgio Stagni). La Brescia-Edolo è l’ultima rimasta di una rete di linee secondarie che un tempo toccavano anche la pianura  bresciana: negli anni Ottanta la ferrovia – antiquata e con molti passaggi a livello – arrivò a un passo dall’essere soppressa e dimenticata, ma è stata poi assorbita nella rete delle Ferrovie Nord. Continua a leggere

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Ultima Corsa 4 – Di là dal Po, dove la Lombardia sa di campi e di aria emiliana

Quarta puntata di Ultima Corsa, su Radio Popolare, ottobre 2015

Affacciandosi al finestrino, l’aria dell’Emilia si respira già, oltre il grande fiume. La ferrovia Suzzara-Ferrara è l’ultimo lembo ferroviario di Lombardia, estremo Sud e Est: una linea di binario unico, senza fili della corrente, che attraversa campi e sfiora cascine e borghi dell’Oltrepo Mantovano, un pezzo di Lombardia quasi sconosciuto. Magnacavallo, Pegognana, San Benedetto Po, Quistello, nomi pasciuti e quasi esotici da provincia profonda Continua a leggere

Ultima Corsa 3 – Il trenino delle valli varesine

Terza puntata di Ultima Corsa, su Radio Popolare, ottobre 2015

In zona lo chiamano “il trenino che ride”, perché sul muso dei treni hanno messo un sorriso, per renderlo più simpatico ai frontalieri che oggi giorno dalle valli del Varesotto vanno in Svizzera. La Lugano-Ponte Tresa è una ferrovia fondamentale per i pendolari italiani che lavorano in Canton Ticino: poco turismo, molto uso quotidiano.

La nostra ultima corsa ci porta però appena più in là, in territorio lombardo: passato il ponte sul fiume Tresa che fa da confine e divide i due paesi dallo stesso nome, quello italiano e quello svizzero, s’incontra sul lago (di Lugano)  la vecchia stazioncina del trenino che collegava il borgo di confine con Varese. I locali lo chiamavano “il tram”, perché le carrozze erano piccole piccole, ma anche note – fin da inizio secolo – perché alimentate a corrente elettrica anziché a carbone come i treni FS e delle Nord: un vezzo, per questa linea che serviva al turismo, anzi, alla villeggiatura dei facoltosi milanesi. Continua a leggere

Presto, togliete quei binari!

A tempo di record: a distanza di meno di un anno dalla soppressione di alcuni centinaia di chilometri di linee ferroviarie (decisione congiunta di FS e giunta regionale Piemonte, guidata da Roberto Cota), a Canelli già chiedono di trasformare la ferrovia in strada di circonvallazione, con inevitabile orpello pseudo-ambientalista della pista ciclabile. Notevole lungimiranza, in una Italia dove si arriva al punto di ricostruire collegamenti che c’erano già e che 50 anni fa – in pieno delirio autocentrico di marca Fiat – sono state dichiarate improduttive e chiuse. Pazienza, oltretutto, se nella zona di Canelli esiste anche un notevole traffico di camion: in fin dei conti, mica vorremo tornare al treno come trasporto merci, noi moderni italiani? E poi: le ferrovie che già esistono mica muovono soldi come i cantieri per quelle da costruire, no? E allora, se nessuno dice niente, facciamola ‘sta circonvallazione al posto dei binari!

PS: nel frattempo, ci sono alcune aziende che chiudono perchè non riescono ad ottenere servizio di treni merci

Aggiunta: per fortuna c’è chi si è già incavolato, per la balzana ideaAggiunta due: per fortuna sono più di uno, quelli indignati